Quello dei freelancer è quasi un mondo a parte rispetto al lavoro dipendente. Lavorare come freelancer in un certo senso è il sogno di tutti: avere la libertà di lavorare da casa o dal luogo che si preferisce, non dover timbrare il cartellino e non avere un capo a dirci come dobbiamo lavorare.
Ci sono però alcuni aspetti negativi da valutare. Il primo fra tutti è che nessuno ci spiega come si fa il freelancer. Non esiste un vero e proprio percorso formativo, anche perché ogni professione autonoma è diversa e ci sono diversi regimi fiscali a seconda della situazione in cui rientriamo.
Che cosa occorre sapere per lavorare come freelancer
Per lavorare come freelancer secondo me bisogna sapere alcune cose fondamentali. Cercherò di elencarle tutte sinteticamente in questa pagina.
Scelta della giusta attività
La prima cosa da fare è capire che cosa volgiamo fare esattamente. Non è banale come può sembrare: quando si lavora come freelancer, la tentazione di fare un po’ di tutto è molto forte, soprattutto all’inizio, quando dobbiamo trovare i nostri primi clienti. La cosa migliore infatti sarebbe avere già dei clienti prima di mettersi a lavorare in proprio, come autonomi. Quindi dobbiamo decidere su quale attività specializzarci. Io per esempio sono partito come web designer nel 2020, ossia realizzavo siti web per clienti che mi trovavo da solo. Inevitabilmente ho ricevuto richieste anche per servizi affini al mio, soprattutto la grafica, ma le ho sempre rifiutate. Questo perché non sono un grafico e non ha senso per me improvvisarmi in quel campo solo per cercare di soddisfare un potenziale cliente. Molte persone sono convinte che web designer significhi “grafico del web”: stava a me spiegare al cliente che non è così.
Dunque occorre specializzarsi solo in quelle attività che si possono svolgere al meglio, lasciando perdere le altre.
Apertura della partita IVA e codice ATECO
Una volta decisa la nostra attività principale, saremo in grado di trovare il codice ATECO corretto da associare alla nostra partita IVA (eh già, la partita IVA bisogna aprirla se intendiamo svolgere una professione stabile e non soltanto una attività occasionale). Per aprire la partita IVA con relativo codice ATECO meglio rivolgersi ad un commercialista, che saprà consigliarci la soluzione giusta per il nostro caso.
Sulla partita IVA ci sono molti falsi miti e “voci” che circolano – spesso sbagliate e dovute all’ignoranza di molta gente che parla senza conoscere l’argomento – perciò meglio se non ascoltiamo quello che ci dicono i nostri parenti, che probabilmente hanno sempre e solo fatto i dipendenti e ne sanno quanto noi.
Scelta del regime fiscale
Anche la scelta del regime fiscale per la nostra attività di freelancer verrà consigliata di solito dal commercialista. Nella stragrande maggioranza dei casi, un giovane che vuole aprire la sua prima attività autonoma ricadrà nel regime forfettario, un regime fiscale agevolato molto conveniente, se non abbiamo spese cospicue da scaricare a fine anno.
Come iniziare
Una volta aperta la partita iva e svolti gli adempienti burocratici per essere in regola, ci ritroviamo da soli con la nostra attività senza istruzioni per continuare. Una sensazione che ricordo molto bene… mi sono detto: “e adesso, che si fa?”. Non è per niente facile iniziare, capire come organizzarsi la giornata e il lavoro, come migliorare le proprie competenze ed essere appetibili, ma soprattutto come promuoversi e trovare i nostri primi clienti.
Come organizzare la giornata di lavoro
Essere liberi è un’arma a doppio taglio: non tutti siamo abituati a non avere orari né qualcuno che ci dica che cosa dobbiamo fare. All’inizio si rischia di perdere moltissimo tempo senza accorgersene, soprattutto se si lavora da casa. Questo perché a casa ci sono molte distrazioni, sia nostre sia dovute alla presenza di altre persone, che non aiutano.
Dicevo che senza orari tendiamo a perdere tempo in pause e distrazioni. Ecco perché dobbiamo darci una tabella di marcia, almeno di massima, che poi andrà adattata flessibilmente in base agli impegni anche imprevisti (cliente che chiama, riunioni, ecc…).
Come migliorare le proprie competenze come freelancer
Un problema che ha soprattutto chi lavora da casa è quello di sentirsi isolato e di restare fermo dal punto di vista della crescita professionale. Avere dei colleghi e dei superiori con cui confrontarsi infatti permette anche di imparare qualcosa ogni giorno, cosa che non succede stando a casa da soli. C’è il rischio di una stagnazione, per cui bisogna continuare a formarsi in modo autonomo per non restare indietro rispetto a chi invece si confronta con altri. Ideale sarebbe anche partecipare ad eventi e altre occasioni di incontro, ma soprattutto frequentare corsi e cercare collaborazioni ibride è quello che mi sento di consigliare.
Come promuoversi
Questo è il punto più difficile per la maggior parte delle persone. Non tutti siamo bravi a promuoverci quanto lo siamo nel nostro lavoro. Per cui abbiamo due possibilità:
- imparare a promuoverci da soli
- affidare la promozione ad una persona esperta
Nel primo caso dobbiamo mettere in conto che la promozione della nostra attività richiede del tempo da dedicare costantemente. Nel secondo caso dobbiamo mettere in conto la spesa per affidare la promozione ad un professionista.
In ogni caso, devo dire che promuovere la propria attività è difficile. Inutile mentire dicendo che sarà una passeggiata. Se non ci promuoviamo, nessuno saprà che esistiamo e che potremmo fare al caso suo. Non importa quanto bravi siamo. Per cui è difficile ma purtroppo anche necessario. Per cui non ci resta che imparare a farlo.
Altra cosa che sento di poter dire in base alla mia esperienza: spesso la nostra capacità di promuoverci dipende anche da quanto crediamo in noi stessi. Anzi direi che sono strettamente legate. Se non credo molto nel mio prodotto o servizio, comincerò a trovare delle scuse per non pubblicizzarlo – del tipo “non sono ancora pronto”, “forse il prezzo è troppo alto”, “ci sono altri che lo fanno meglio”. Siamo noi i primi a sabotarci se non crediamo nel prodotto che vendiamo. Ecco perché è fondamentale anche trovare il “Perché” di quello che facciamo, in modo da poterlo comunicare anche ai potenziali clienti.
Spero di aver dato una panoramica chiara anche se molto sintetica dei principali punti che si devono affrontare come freelancer.